Tendenze, Opportunità e Sfide nell’Era delle Macchine Pensanti
13 marzo 2025 – L’intelligenza artificiale (AI) sta ridefinendo il presente e il futuro di aziende, governi e individui, con un impatto che spazia dalla programmazione alla sicurezza dei dati, dalla ricerca scientifica alla sovranità digitale. Recenti studi e innovazioni mostrano un panorama tecnologico in rapida evoluzione. Questi includono il rapporto di LayerX Security sull’uso incontrollato di tool AI nelle aziende. La visione di Nello Cristianini sull’AI sovrumana è un altro esempio. Inoltre, c’è il progetto europeo OpenEuroLLM. Ma quali sono le tendenze dominanti nell’uso dell’intelligenza artificiale oggi? E come bilanciamo promesse e rischi?

L’AI Generativa Sfugge al Controllo Aziendale
Un allarme rosso emerge dal rapporto Enterprise GenAI Security Report 2025 di LayerX Security. L’89% delle app e tool di intelligenza artificiale generativa usati dai dipendenti aziendali è preoccupante. Questi strumenti non sono controllati dai dipartimenti IT. Circa il 20% degli utenti installa estensioni AI nei browser. Il 58% di queste ha permessi a rischio alto o critico. Questi permessi possono monitorare attività e accedere a dati sensibili. Ancora più preoccupante, il 5,6% è potenzialmente dannoso. Il 18% degli utenti inserisce dati aziendali in questi strumenti. Spesso usano account personali (nel 71% dei casi). Questo fenomeno di shadow AI rivela una mancanza di policy aziendali. Esiste anche un deficit di formazione e strumenti ufficiali. Queste carenze espongono le organizzazioni a data breach e violazioni di compliance. I CISO (Chief Information Security Officer) devono implementare strategie di auditing e sicurezza endpoint. Tuttavia, il messaggio è chiaro. L’AI è già qui e spesso agisce nell’ombra.

L’AI Sovrumana: Realtà o Prospettiva?
Nello Cristianini, autore di “Sovrumano “( il Mulino ), sostiene che l’intelligenza artificiale stia superando i limiti umani. Dall’AI narrow – che batte campioni di scacchi e legge mammografie meglio dei medici – si passa alla corsa verso l’AGI (Artificial General Intelligence). C’è anche l’ASI (Artificial Superintelligence), capace di fare ciò che non comprendiamo. Le big tech investono miliardi in questa roadmap. Cristianini invita a un’ accettazione filosofica. Non siamo insuperabili, e l’AI potrebbe presto guardarci dall’alto. Parallelamente, Seth Godin, in “Questa è strategia “( Hoepli ), offre una visione umanistica. L’AI risparmia tempo. Tuttavia, è il lavoro emotivo – empatia e resilienza – che ci definisce. Due prospettive opposte, unite da una certezza: l’intelligenza artificiale sta cambiando il nostro ruolo nel mondo.

Programmazione al Tramonto?
Dario Amodei, CEO di Anthropic, prevede che entro sei mesi l’AI scriverà il 90% del codice, e entro un anno potrebbe dominare la programmazione. Modelli come Claude o OpenAI o1 superano già interviste tecniche. Questo alimenta il timore che il mestiere del programmatore sia destinato a sparire. Eppure, il Work Trend Index di Microsoft suggerisce che l’AI crea nuove opportunità, con una domanda di competenze in Copilot e ChatGPT in crescita su LinkedIn. Bill Gates concorda: l’AI sostituirà molti compiti, ma il tocco umano resta insostituibile in ambiti creativi. Un sillogismo emerge: se l’AI automatizza il codice, allora i programmatori evolveranno; se evolvono, il loro valore non svanisce, ma si trasforma.

La Rivoluzione dei Dati Sintetici
Quando i dati reali scarseggiano, entrano in gioco i dati sintetici. Generati da tecniche come le GAN (Generative Adversarial Networks) o SMOTE. Questi simulacri statistici stanno rivoluzionando machine learning e privacy. Sono anche innovativi nei test di scenari rari in settori come sanità e finanza. Google, IBM e Amazon li usano per addestrare modelli senza violare normative. Tuttavia, Nicola Scarfone, Generative AI Team Leader di SAS avverte: senza validazione, i dati sintetici possono amplificare bias o generare decisioni errate. Il paradosso? L’AI funziona anche senza dati veri, ma solo con un controllo rigoroso.
Quantum Computing: La Frontiera dell’AI
D-Wave Quantum Inc. ( D-Wave ) ha dimostrato con il prototipo Advantage2, pubblicato su Science ( Science Magazine ) che l’informatica quantistica può simulare materiali magnetici in minuti. Questo compito è impossibile per i supercomputer classici in milioni di anni. Questo quantum advantage apre nuove possibilità per la scoperta di materiali, ma richiede investimenti massivi. Con una capitalizzazione di 1,58 miliardi di dollari, D-Wave punta a integrare l’AI con il quantum computing, ridefinendo i limiti della potenza computazionale.

Sovranità Digitale Europea con OpenEuroLLM
L’Europa risponde alle big tech con OpenEuroLLM. È un progetto da 37,4 miliardi di euro ed è guidato da Cineca e altri 20 partner. L’obiettivo? Modelli LLM open-source per pubblica amministrazione e aziende, preservando la sovranità dei dati.
Sanzio Bassini (Direttore del Dipartimento Supercalcolo Applicazioni e Innovazione del Consorzio Interuniversitario CINECA) sottolinea: non si tratta di competere con OpenAI, ma di offrire alternative controllabili. Con il supercomputer Leonardo, l’Europa punta a un’AI su misura. Utilizza modelli come Velvet. Nel frattempo, Macron e Von Der Leyen annunciano investimenti in data center per contrastare colossi come Stargate di Trump. Eppure, gli analisti dubitano: la corsa è già vinta da USA e Cina?

Chatbot e la Sfida della Verità
Uno studio del Tow Center rivela che i chatbot AI, come ChatGPT Search e Grok-3, mentono con sicurezza. Solo il 28% delle risposte di ChatGPT è accurato, mentre Grok-3 tocca un 94% di inaccuratezza. Questo problema di hallucination mina la fiducia nell’AI generativa, spingendo a chiedersi: possiamo delegare la verità alle macchine? Le versioni a pagamento, come Perplexity Pro, migliorano, ma la trasparenza resta un miraggio.
NextGenAI: L’AI al Servizio della Ricerca
OpenAI lancia NextGenAI, un consorzio con 50 milioni di dollari per collaborare con università come Harvard. L’obiettivo è integrare l’AI nella ricerca accademica, offrendo API e risorse di calcolo. Ma c’è chi teme una dipendenza eccessiva da privati, rischiando l’autonomia scientifica.
Bilanciamento tra Innovazione e Rischi
Le tendenze dell’intelligenza artificiale oggi oscillano tra entusiasmi e cautele. L’AI automatizza, supera, simula, ma porta con sé bias, data leak, e interrogativi etici. Serve un approccio proattivo: formazione, regolamentazione (come l’AI Act europeo), e strategie che valorizzino l’umano. Come dice Godin, “le idee sono a buon mercato, ma realizzarle è ciò che conta”.
L’AI è un alleato, non un sovrano – almeno per ora.
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